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 " ANCA "

Articolo pubblicato sul settimanale della Diocesi di Cremona “ La Vita Cattolica “

Gentile Dottoressa,

Sono una donna di 75 anni, vivo con mio marito in una piccola cascina vicino al paese…non abbiamo figli. Io mi

occupo di tutto in casa e un po’ anche del pollaio, mentre all’orto ci pensa mio marito. Ultimamente, nonostante le

medicine per il dolore dell’artrosi faccio fatica a camminare e ci sono dei giorni che mi tormenta al punto di non

riuscire a fare le mie faccende. Da anni ho problemi con la mia anca, ho fatto un controllo dall’Ortopedico quindici

giorni fa e lui mi ha consigliato di fare l’intervento. Mi ha detto che tra intervento e riabilitazione ci vorrà un mese e

poi non potrò ancora fare tutto quello che faccio adesso ancora per un bel po’. Le chiedo se sa indicarmi qualche

trattamento o qualche posto dove fanno delle terapie che possano evitarmi l’intervento.

Risposta:

Purtroppo l'artrosi dell'anca è una malattia degenerativa dell'articolazione dell'anca ed è caratterizzata da una

progressiva erosione della cartilagine che riveste la testa del femore e l’acetabolo che la contiene. Le terapie

possono rallentare “l’usura” ma ad un certo punto la degenerazione è tale da non permettere più all’anca di

funzionare e il dolore diventa molto difficile da trattare. Da quanto mi racconta penso che la sua situazione sia giunta

a questo punto. Cara Signora l’Ortopedico è lo specialista che sa tutto quello che c’è da sapere sulla sua anca e se le

ha consigliato l’intervento è perché non ci sono più margini di trattamento ne medico (farmaci) ne fisico (strumenti).

Lei non mi ha riferito di altri problemi di salute e ciò abbatte moltissimo i rischi dell’intervento sia rispetto

all’anestesia sia per quanto riguarda le complicanze possibili. Lei è una settantacinquenne in gamba ciò mi fa dire che

ci sono le condizioni perché la riabilitazione sia nei tempi medi e il suo recupero della qualità della sua vita sia

completo. Direi che ne vale assolutamente la pena. Rinviare l’intervento vuol dire accettare che tutto peggiori

progressivamente fino a non permettrle più di camminare, ciò mi fa dire che… non è certo quello che lei vuole.

L’intervento può essere programmato dandole il tempo di organizzare le sue cose permettendole di individuare il

periodo che le è più favorevole. Valuti con attenzione che cosa una rappresenta una criticità e salvo l’impegno di suo

marito, tenga conto che potrebbe chiedere la disponibilità di un supporto al Servizio Sociale del suo Comune di

residenza per l’invio di un aiuto domestico o, nel caso in cui non ne abbia diritto, può accordarsi con un prestatore

d’opera per un contratto privato. Le consiglio di seguire con diligenza le indicazioni che le verranno date, in

particolare dopo l’intervento, non abbia fretta, non si avventuri tentando di fare cose in più o prima di quando

indicato. Sia coraggiosa e fiduciosa ma non corra rischi inutili tentando di recuperare prima del previsto perché è

probabile che così facendo ottenga il contrario. Pazienza e tenacia e tutto sarà solo un ricordo in men che non si

dica. Auguri.

Cordiali Saluti

Dott.ssa Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche

Maria Grazia Bensi